Nuove normative Ecommerce: cosa cambia dal 2026 e come adeguare il proprio negozio online:
Dal 2026 entrano in vigore importanti novità per gli e-commerce che vendono a consumatori privati. L'obiettivo del legislatore europeo è rendere più semplice e trasparente l'esercizio del diritto di recesso, imponendo ai siti di vendita online nuovi requisiti tecnici e organizzativi.
Per chi gestisce un negozio online non si tratta soltanto di aggiornare le condizioni di vendita: in molti casi sarà necessario modificare anche il funzionamento del sito.
Il diritto di recesso non cambia, cambia il modo di esercitarlo:
Il consumatore continua ad avere, nella maggior parte dei casi, 14 giorni di tempo per ripensare all'acquisto senza dover fornire motivazioni.
La vera novità riguarda la procedura.
Dal 19 giugno 2026 gli e-commerce che concludono contratti attraverso il proprio sito dovranno mettere a disposizione una funzione digitale che permetta al cliente di comunicare il recesso direttamente online, senza dover cercare indirizzi email, scaricare moduli PDF o inviare comunicazioni complicate. La misura deriva dal recepimento della Direttiva UE 2023/2673 attraverso il D.Lgs. 209/2025, che ha introdotto il nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo.
Cosa dovranno fare gli e-commerce:
I siti di vendita dovranno prevedere una procedura semplice, facilmente raggiungibile e sempre disponibile durante il periodo utile per esercitare il diritto di recesso.
In pratica sarà necessario consentire al cliente di:
- individuare facilmente la funzione dedicata al recesso;
- inviare la richiesta direttamente dal sito;
- ricevere una conferma dell'avvenuta comunicazione;
- conservare una prova della richiesta effettuata.
L'obiettivo della normativa è chiaro: se acquistare richiede pochi clic, anche annullare il contratto deve essere altrettanto semplice.
Il nuovo pulsante di recesso: un adeguamento tecnico da non sottovalutare:
Tra le novità più importanti introdotte dalla normativa c'è l'obbligo, per molti e-commerce che vendono a consumatori, di mettere a disposizione una funzione online dedicata all'esercizio del diritto di recesso.
Non si tratta semplicemente di inserire un pulsante nella pagina del sito, ma di realizzare una procedura che permetta al cliente di comunicare la propria volontà di recedere dal contratto direttamente online, in modo semplice, intuitivo e senza ostacoli.
La funzione dovrà essere facilmente individuabile durante tutto il periodo in cui il consumatore ha diritto a ripensare all'acquisto, cioè per almeno 14 giorni dalla consegna del bene (salvo i casi particolari previsti dalla legge). Non dovrà quindi comparire in modo permanente a tutti i visitatori del sito, ma dovrà essere disponibile al cliente interessato per l'intera durata del termine utile all'esercizio del recesso.
La procedura dovrà inoltre consentire di:
- identificare chiaramente l'ordine interessato;
- permettere al cliente di inviare la richiesta di recesso con pochi passaggi;
- confermare l'avvenuta trasmissione della richiesta;
- conservare una prova dell'invio, utile sia per il consumatore sia per il venditore.
In altre parole, il legislatore ha voluto rendere il recesso semplice quasi quanto l'acquisto: se un ordine può essere concluso con pochi clic, anche la comunicazione di recesso deve poter essere effettuata con la stessa facilità.
Non basta però inserire il pulsante:
Molti parlano semplicemente di "pulsante di recesso", ma la normativa richiede qualcosa di più.
Occorre infatti progettare una procedura completa che accompagni l'utente fino all'invio della richiesta e che permetta al venditore di gestire correttamente tutto il processo.
Diventa quindi importante verificare anche:
- le Condizioni Generali di Vendita;
- l'informativa sul diritto di recesso;
- le procedure interne di gestione dei resi;
- le comunicazioni automatiche inviate ai clienti
Acquisto senza registrazione: verso l’obbligo del “guest checkout”:
Un’altra novità importante che sta emergendo a livello europeo riguarda la gestione dell’acquisto nei siti e-commerce.
Secondo le più recenti raccomandazioni del Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB), la pratica di obbligare l’utente a creare un account prima di poter completare un acquisto è fortemente limitata e, nella maggior parte dei casi, non più considerata giustificabile.
Il principio alla base è semplice: se un acquisto può essere concluso senza la creazione di un profilo utente permanente, allora il negozio online non dovrebbe imporre la registrazione obbligatoria.
In questo scenario, il cosiddetto “guest checkout” (acquisto come ospite) diventa di fatto lo standard consigliato: l’utente deve poter acquistare inserendo solo i dati necessari alla transazione (pagamento, spedizione e fatturazione), senza dover creare un account.
La creazione di un account resta possibile, ma deve essere sempre opzionale, non obbligatoria.
Le eccezioni sono limitate a casi specifici, come servizi in abbonamento, aree riservate o piattaforme che richiedono un accesso continuativo per la gestione del servizio.
In tutti gli altri casi, imporre la registrazione viene considerato non proporzionato rispetto al principio di minimizzazione dei dati previsto dal GDPR.
Per gli e-commerce questo significa una cosa molto concreta: il processo di acquisto deve essere ripensato per permettere un checkout rapido, diretto e senza barriere, lasciando all’utente la libertà di decidere se creare o meno un account.
Chi è interessato:
Le nuove regole riguardano gli e-commerce che vendono a consumatori privati (B2C).
Non tutte le attività online sono coinvolte allo stesso modo, ma chi vende prodotti o servizi tramite il proprio sito dovrebbe verificare se la nuova disciplina si applica al proprio caso.
Cosa rischia chi non si adegua:
Oltre al possibile contenzioso con il consumatore, un sito non conforme potrebbe esporsi a contestazioni per violazione della normativa sulla tutela dei consumatori.
Adeguarsi per tempo significa ridurre il rischio di problemi e offrire un'esperienza di acquisto più trasparente e professionale.
Il nostro impegno nell'informazione e i limiti del nostro servizio in Luccartigiani Web Agency:
Seguiamo costantemente l'evoluzione delle normative che possono avere un impatto sui siti web e sugli e-commerce dei nostri clienti.
Grazie anche alla collaborazione con uno studio legale specializzato, monitoriamo le principali novità e le segnaliamo tempestivamente quando riteniamo possano essere rilevanti.
È importante però fare una precisazione: il nostro servizio comprende la realizzazione, la gestione e l'assistenza tecnica dei siti internet, ma non costituisce un'attività di consulenza legale né un monitoraggio continuativo della conformità normativa.
Aspetti come il Codice del Consumo, la normativa privacy (GDPR), cookie, accessibilità digitale, condizioni di vendita, e-commerce e altri obblighi di legge richiedono infatti una verifica specifica e periodica da parte di professionisti qualificati.
Per questo motivo consigliamo ai clienti che desiderano mantenere il proprio sito costantemente conforme alla normativa di affidarsi a un consulente legale specializzato.
Noi collaboriamo abitualmente con lo studio di un
Avvocato specialistico a Lucca, che ci supporta su queste tematiche e può offrire un servizio dedicato di verifica e aggiornamento della compliance.
Se desiderate approfondire l'argomento saremo lieti di mettervi in contatto con il suo studio, senza alcun impegno, così da valutare insieme la soluzione più adatta alle vostre esigenze.
Per maggiori informazioni sono a tua disposizione:
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